DIDASCALI-AMO 4

LO SCRIGNO DEI RESPIRI

La primavera si avvicina e continuo a raccogliere parole perché la poesia è un campo infinito dal quale attingere bellezza.
È così che nasce il nuovo scrigno, questa volta dedicato ai respiri.

RESPIRO: l’alternanza dei movimenti mediante i quali avviene il rinnovamento dell’aria nei polmoni.
Il dizionario lo definisce così, ed è esattamente questo il concetto al quale mi ricollego: vorrei che, nel leggere le nuove didascalie, arrivasse un senso di cambiamento benefico.
Lo scrigno rappresenta per me l’uscita di prigione, è lo sgomento, quasi doloroso, che si prova quando, dopo esser stati chiusi a lungo in un posto, si può prendere fiato, si può allargare il petto e dire:

“Sono libero”.

Foto di Roberta Leonardi

Nelle pagine che seguono, suddivise sempre in vari capitoli e argomenti, racconto la libertà e la gratitudine per la lunga camminata nel bosco delle ombre.
L’oscurità è divenuta compagna, amica, rivelatrice di crepe visibili, paradossalmente, solo quando la luce si spegne.
Di conseguenza, lo scrigno dei respiri è il panorama che si gode quando si arriva in cima alla montagna dopo una estenuante scalata.
Si imparano tante cose lungo il cammino, le ho raccolte in modo che possano esser consultate all’occorrenza.
Ecco la mia mappa degli insegnamenti.

Prima Tappa
Per poter raggiungere la vetta, bisogna alleggerirsi di ogni fardello, fisico ma anche emotivo, che possa impedirci di proseguire e vestirsi solo di coraggio.

Seconda Tappa
È fondamentale rallentare il passo perché è la lentezza che conduce alla meta.

Terza Tappa
Bisogna tener presente che durante questo estenuante percorso, il respiro è quasi azzerato e ciò fa sì che ci si senta in bilico tra la vita e la morte. Spesso sembra che vinca la seconda.

Quarta Tappa
Nell’arrendersi alla sua vittoria, si riesce a intravedere la vera luce, quella che va al di là delle tenebre, quella che torna sempre dopo ogni notte. Perciò bisogna tenere a mente che la resa non è sinonimo di sconfitta.

Quinta Tappa
La parte più importante del sentiero si percorre nell’oscurità.
Lì i sensi si fondono col sentire e il passo cambia, non si oppone ma accompagna l’ascesa.

Sesta Tappa
L’ascesa è confronto.
Con chi e cosa ci si confronta?
Con se stessi, con le scelte fatte, con gli errori commessi, con i traguardi raggiunti e con le soddisfazioni ottenute.

Settima Tappa
Tutto è dentro di noi ma al tempo stesso è strettamente connesso con ciò che è fuori da noi, col mondo, con la natura, con l’altro. È una danza della quale non si conoscono i passi però, a poco a poco, si imparano avendo come unico maestro il Bene.

Ottava Tappa
La vetta si raggiunge con calma in un passaggio lento che vede il nero divenire viola, poi blu, poi indaco, poi verde, fino ad essere parte dell’arcobaleno.

Nona Tappa
L’alba benedice il tanto atteso arrivo con una luce degna del più bel quadro di Monet.
Sulla cima della montagna, tra le mani, appare uno scrigno che contiene momenti, parole, preghiere, infiniti silenzi e tanti piccoli respiri.

Arrivo

Noi siamo la montagna, la vita è il sentiero, l’accettazione è la meta.
Il bene è lo strumento.

Così si conclude la mappa.
Questo è il mio scrigno dei respiri, lo dono a te che mi leggi,
sperando possa tornarti utile e sostenerti quando la salita si fa erta e le forze sembrano sparire.
Infine, ti dico:
Sono qui,
con te,
col petto gonfio della profonda gioia che viene solo dopo aver trascorso tempo nel dolore.
Non mollare: respira!

Roberta

UNA SELEZIONE DI DIDASCALIE

Quando esci dall’oscurità e ritrovi la luce
Ti sembra che il mondo sia diverso
Ma l’unica cosa che è cambiata
Sei tu.

Amo il silenzio che mi ricorda che
L’assenza è solo un momento
E un giorno anch’io
Sarò luce
Sulle spalle di qualcun altro.

Respiro.
L’aria colpisce,
Sembra quasi ferisca i polmoni,
È un male che fa bene
Perché adesso
Dopo un lungo cammino
Fatto di attesa e di apnea,
Nel tornare a nascere
Respiro.

La voce dei vicoli è magica,
Tra i mattoni vibrano parole
Nell’aria risuonano ricordi
La vita scorre come un ruscello pacifico,
Anima della via che disegna il viaggio.
Roberta Leonardi
Lavorando a didascali-amo 4

I miei passi
Nei tuoi passi
Per camminare
Ancora
Il mondo.

È nelle crepe rugose e scomposte di un ricordo che mi troverai,
Nell’incavo della striatura che punge
Nella scheggia che riaccende ferite
Nell’odore del legno sotto ai piedi scalzi
Come quando correvamo nel bosco.
Respira.
Inala il dolore.
Sentilo.
Stringilo.
Poi, nella luce, lascialo libero di farsi vento.

Posati delicata e gentile sulla vita,
Non aspettare che il tempo passi,
Vivilo con spudorato ardore,
Ché la clessidra raramente è messa in pausa
E quando accade è solo perché la nostra mente è volata via
In un sogno.

Quando ti trovi a camminare nella foresta delle ombre,
Non scappare,
Guardale e chiedi loro chi sono,
Da dove vengono,
Quale è la loro storia.
Ti sorprenderà scoprire che parlano di te.
Amale,
Perché sei tu che le hai confinate nel bosco,
Ascoltale e
La loro voce ti aiuterà a far pace con la tua Oscurità.
Roberta Leonardi
Lavorando a didascali-amo 4

Oltre la tristezza c’è un giardino

Tempestato di fiori blu e bianchi
Dove il silenzio dipinge volti nei riflessi dello stagno
E la meraviglia attende su panchine
Protette da rami ombrosi.

Il poeta
Con le parole dipinge quadri
Da appendere sugli occhi stanchi.

La sua anima era semplice
Come una finestra aperta sul mare.

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Roberta presenterà il libro il 21 marzo alle ore 18.30  a Bergamo, presso la sala Manzù nell’ambito dell’evento “La poesia del rispetto”organizzato da Cristina Mostosi, responsabile dell’associazione “Le iris di Trebecco” contro la violenza sulle donne. 

Presentzione del libro di ROberta Leonardi a Bergamo il 23 marzo 2024