Lettere da Viola 11: Marmore

Lettere da Viola 11: Marmore

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Bentrovati con una nuova lettera di Viola.

Oggi la accompagniamo alla Cascata delle Marmore.

A volte si torna non per fermarsi, ma per lasciar andare.

Questo è il caso della lettera che il postino virtuale ha appena imbucato nella vostra cassetta delle lettere.

Senza ulteriori indugi, vi lascio alla scoperta di ciò che è avvenuto.

Buona lettura,

anzi,

Buona lettera da Viola.

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Lettere da Viola 11: Marmore

Caro amico,

sono appena arrivata a casa dopo la gita improvvisata alla cascata delle Marmore insieme ad Elia.

Ho fatto bene a fare una piccola deviazione: era ciò di cui avevo bisogno.

Anche Elia è rimasto stupefatto dalla meraviglia che si è trovato davanti.

Prima di tutto però, devo confessarti una cosa: c’è stato un momento, mentre scendevamo giù verso la base della cascata, in cui mi sono voltata e ho chiamato Elia col tuo nome.

Lui non ha detto nulla, mi ha semplicemente guardato con uno sguardo così pieno di affetto che non ho resistito ed ho iniziato a piangere.

Mi ha stretto fortissimo.

Ho percepito che nel suo abbraccio c’era anche il tuo.

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Ho realizzato che non saresti tornato e mi sono sentita sola. C’era un vuoto incolmabile dentro di me, ma le braccia di Elia, la sua presenza, hanno fatto sì che quella sensazione così gelida, si trasformasse in una soave fiamma che mi ha scaldato l’anima desolata.

Sono sempre più convinta che in determinati momenti, non servano parole, bensì presenze, fatti, abbracci che ci infondano il sentimento del coraggio, la consapevolezza che lungo il cammino che si apre davanti a noi, seppur in silenzio, non saremo mai soli.

Mai soli: mai!

https://www.youtube.com/watch?v=AWqKECytyeU ( Fabrizio De André: Amico fragile)

Adesso che ti ho confessato la mia fragile nostalgia, posso iniziare il racconto.

Abbiamo lasciato la macchina al parcheggio che si trova sulla cima della montagna, all’altezza dell’inizio della cascata, quindi, una volta entrati, abbiamo aspettato che la aprissero.

C’erano tante persone in attesa.

Molti scattavano foto.

Altri, come noi, si godevano quel lentissimo crescendo.

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Lettere da Viola 11: Marmore

Sembrava che la natura recitasse una poesia della quale non erano udibili i versi, ma se ne percepiva l’intensità.

Non appena l’acqua ha iniziato a scendere con un po’ più di forza, abbiamo intrapreso la catartica discesa verso il basso.

Per una donna con i miei acciacchi e con gli occhi fragili, non è stato facile. In più, ho anche pianto, quindi quella passeggiata dentro al fianco della montagna, mi ha stremato.

Mi fermavo spesso per prendere fiato e per osservare la natura che mi avvolgeva la vista.

Ero stanca ma sapevo che, alla fine, avrei ottenuto la mia ricompensa.

Amico mio, è stato ancor più bello di quanto ricordassi.

Una volta arrivati giù, la cascata aveva liberato tutto la sua potenza, tutto il suo inenarrabile incanto.

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Elia mi stringeva la mano e, improvvisamente, me l’ha lasciata per rimanere immobile davanti a quella manifestazione divina della natura.

Viola…Oh, Viola!

Lo ha ripetuto varie volte.

Io mi riempivo della sua felicità.

Sì, felicità.

Perché, in quel preciso momento, sorridevamo senza esserne consapevoli e dentro ci è esplosa una gioia così profonda e intima da non trovare spiegazione.

La felicità, infatti, non si spiega, si vive.

Ci siamo avvicinati quanto più possibile all’acqua.

Gli schizzi insolenti ci bagnavamo senza però disturbarci.

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Lettere da Viola 11: Marmore

Ci siamo immersi nel senso profondo della vita, che può travolgerti e sconvolgerti, ma resta sempre un dono così prezioso che non può essere ignorato.

La vita va celebrata.

La cascata era la festa che la natura ha organizzato per noi.

Mi son sentita chiamata dalla spuma bianca delle acque. Celebravano l’esser sopravvissute alla caduta.

Mi sono avvicinata e ho urlato.

Elia prima mi ha guardato sorpreso, avrà pensato che fossi matta. Subito dopo ha sorriso e ha urlato anche lui.

È lì che ti ho lasciato andare.

Vivrai per sempre nella sorpresa dell’acqua che cade, muore e rinasce in un guizzo glorioso che attraversa lo spirito.

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

La disperazione ha lasciato spazio alla serena gioia di una bambina che assiste a un prodigio: il miracolo della salvezza e della rinascita dopo la rovinosa caduta.

Siamo rimasti lì non so per quanto. Il tempo sufficiente per far sì che il sentimento vissuto, il sollievo provato, potesse entrarci nel sangue e ci scorresse nelle vene.

Poi sono rimasta sola.

Elia mi ha risparmiato la fatica della risalita e mi ha detto di aspettarlo all’uscita lì sotto. Non voleva che mi stancassi troppo.

Resta ancora un po’ qui, parla con lui e poi lascialo serenamente andare. Ti chiamo quando sono qui fuori.

Ho annuito. Non riuscivo a parlare.

Elia si è chinato, mi ha dato un bacio sulla guancia e mi ha detto:

Grazie.

Ora sono a casa, con la notte che torna, le ombre che tremano perché sfiorate dalla luce dei lampioni sulla strada e con il ricordo di quanto vissuto ad accompagnare i miei sogni.

Buonanotte, amico mio,

sereni pensieri nel tuo cielo.

Tua,

Viola.

Lettere da Viola 11: Marmore
Roberta alle Marmore

Lettere da Viola 11: Marmore

Esistono luoghi in cui la mia anima vorrebbe tornare.

Luoghi grati, di silenzi pieni

Luoghi pacifici, di vita serena

Luoghi segreti, di consapevolezza svelata.

Esistono luoghi in cui la mia anima vorrebbe tornare e,

Se la brezza sarà amabile,

Reciterà in un soave bisbiglìo,

I miei versi ai passanti in cammino.

Roberta Leonardi

20 Maggio 2024

 

 Un vecchio articolo sul viaggio

https://www.incastrionline.it/il-viaggio/

Lettere da Viola 11: Marmore
Lettere da Viola 11: Marmore

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Genny

    Quando il mio amore mi ha lasciata per sempre, un caro amico francescano mi ha detto che il dolore deve diventare un urlo…la natura lo raccoglie e tutto diventa più sopportabile. Viola mi ha accarezzato questo momento di dolore e liberazione. Bella come sempre Roberta 🌹

    1. Roberta Leonardi

      Oh Genny… grazie per questo tuo ricordo così personale e intimo.

Lascia un commento