Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

La lettera di oggi è speciale: ve la raccontano due fiori, le peonie e le iris.

Ritengo che a volte solo la delicatezza dei fiori riesca a spiegare ciò che le parole, per quanto curate e appropriate possano essere, non riusciranno mai a fare.

Nel silenzio di questi petali, tra peonie e iris, vi lascio alla nona lettera di Viola.

Dedico ciò che segue a chi se n’è andato e a chi, col coraggio che solo certi addii riescono a infondere, è rimasto.

Buona lettura, anzi

buona lettera da Viola.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Caro amico,

ti ringrazio, mi hai aspettato.

Per raggiungere la tua stanza ho preso le scale.

L’ascensore sarebbe andato troppo veloce, avevo bisogno di rallentare il tempo, di fare fatica e di avere una scusa per il fiato spezzato che non fosse la tristezza dell’addio che, entrando, avrei dovuto affrontare.

In camera c’era tua figlia, ti accarezzava i capelli.

Quando sono arrivata, mi ha guardato dedicandomi un sorriso che mi ha trafitto il petto.

Mi ha fatto segno di accomodarmi sulla sua sedia e poi, ci ha lasciato soli.

È giusto che abbiate un momento soltanto per voi.

Non ha detto altro ed è uscita senza far rumore, come un soffio di vento delicato, chiudendo la porta dietro di sé.

Non l’abbandonerò, te lo prometto.

Ti ho guardato.

Sembravi leggero, come chi ha lasciato cadere fardelli e bagagli per camminare senza impedimenti verso la vetta della montagna.

Sei diventato così piccolo che temo tu possa volar via mentre ti stringo ancora la mano.

Ci sono un po’ di nuvole oggi in cielo, la luce non è spavalda, sembra chiedere il permesso per poter attraversare la finestra. Si posa sui muri con grazia.

Sai, mentre venivo qui, mi sono fermata davanti alla vetrina di un negozio di fiori. All’interno, un uomo elegante, alto, con i capelli tirati indietro col gel e dalla voce roca, ordinava un mazzo di rose per sua moglie.

Tu non le avresti mai comprato delle rose, lei amava le peonie.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Mi sono guardata intorno.

Non erano ancora esposte. Erano appena arrivate e attendevano che qualcuno si prendesse cura di loro.

Mi sono avvicinata, ho aspettato che l’uomo pagasse il mazzo che il fattorino avrebbe recapitato all’ora di pranzo, in ufficio, alla sua sposa e poi ho chiesto se potessi avere quattro peonie.

Il fioraio ha detto che erano freschissime e me le ha date avvolgendole in un sottile foglio grinzoso di carta bianca.

Eccole, guarda come sono belle.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Due sono per te: una l’avrai tra le mani e l’altra la donerai a tua moglie. Ti sta aspettando in un giardino senza confini, di cui non mi è dato sapere l’indirizzo, ma dove potrete cavalcare e ridere per l’eternità.

Le altre due sono per noi che restiamo qui.

Il profumo dei loro petali piegati in un inchino, ci aiuterà ad applaudire mentre il sipario si chiude sul magnifico spettacolo che ti ha visto protagonista.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Grazie, amico mio

Sono stata fortunata ad averti con me.

Terrò nel cuore l’abbraccio che mi desti l’ultima volta che ci siamo visti.

Era un anno e mezzo fa.

Ancora non avevo deciso dove trasferirmi, sapevo di volerlo fare, ma mancava il luogo giusto. Mi proponesti di venire da te, ma quello era il tuo, non il mio posto.

Ci siamo incontrati a Bergamo, per spostarci poi a Trebecco e visitare un giardino molto speciale di cui avevamo letto su una rivista.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Una donna, Cristina Mostosi, in ricordo della sorella Paola, assassinata brutalmente da un folle che incontrò uno sciagurato giorno sul suo cammino, e del padre, che prima di lei vi si dedicò, coltiva Iris.

Organizza visite per sensibilizzare le persone a una cultura del rispetto.

La natura ha così tanto da insegnarci! È uno strumento silente di salvezza.

Ti ricordi lo stupore nel vedere quei meravigliosi fiori e il dolore nell’ascoltare la storia nascosta sotto a quelle radici…

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Cristina non smise un attimo di sorridere, ci disse che lì aveva trasformato una straziante sofferenza, in bellezza. Glielo aveva insegnato suo padre, Luigi, che per primo si era rifugiato in quel prezioso Eden.

https://www.youtube.com/watch?v=sRUDzHKLIUE

Ho scritto delle poesie per loro.

Per Paola Mostosi

Ho perso la strada verso casa,

Lo ricordo,

Era un giorno senza senso in cui

Una mano assassina ha fermato il tempo.

Ho perso la strada verso casa

Senza sosta,

Ho vagato tra lacrime e domande

Son rimasta muta in bocche senza risposte.

Ho perso la strada verso casa

Allora, umile,

Ho chiesto aiuto al vento:

Lui mi ha reso brezza che dissolve la nebbia.

Ho perso la strada verso casa

Così,

In una goccia nutro la terra e

In una nuvola corro sul mondo.

Ho perso la strada verso casa

Per te, per sempre,

Sono sorella, madre, figlia e amica

Sono ombra e sono sole

Sono la voce che parla nel seme che dà gioia dopo il dolore

Sono le radici dell’albero che t’accoglie stanca

Sono il cielo che scende in terra nell’abbraccio che ti manca

Sono il grazie che vive nello sguardo di chi aiuti

E sempre, sempre, sempre

Sarò il grido che risuona sul creato

Quando un’altra donna indifesa viene ammazzata.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Luigi (dedicata a Luigi Mostosi)

C’era una volta un uomo

Che aveva un immenso dolore nel petto,

La sua pena era talmente grande che decise di metterla in un sacchetto.

Il sacchetto però era troppo pesante,

Se avesse continuato a tenerlo con sé

Lo avrebbe ucciso in un istante.

Pensò a strade e sentieri finché ricordò

Dove da bambino aveva sepolto dei tesori.

Aprì le porte di un giardino a scale sulla collina

E vi seppellì con dolce cura la sua pena.

La pena fu accolta dalla terra

E si sentì accettata nel divenire zolla.

L’uomo tornava ogni giorno a parlar con essa,

Portava lacrime, tempo e la sua presenza.

“Non ti ho abbandonato”

Una mattina le disse

“Ti ho trovato una nuova casa perché solo così

Dalla tristezza mi son salvato”

Una mattina di marzo

Sul far del mattino

Trovò una Iris nel suo giardino.

Sorrise per l’inatteso dono

E la chiamò Paola

Perché di quel nome amava il suono.

Una sera di una stagione a metà tra il passato e il presente

L’uomo si distese a sognare

Su quella terra così accogliente.

Col passar delle piogge

E il cantar dei galli

L’uomo sparì e divenne stella.

Da quel momento

Sul giardino della collina

Ad ogni alba e ad ogni tramonto,

Quando il giorno e la notte si danno il cambio,

Luigi e la sua Paola

Si salutano in un invisibile

Soffio di vento.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Per Cristina Mostosi

Scendo all’inferno,

La pazzia per la tua assenza

Mi ha strappato le ali

E le ha nascoste nel tremendo orrore

Che lacera il ricordo.

Abbracciami col coraggio dei tuoi petali

Sostienimi con la fierezza del tuo stelo

Perché solo con te

Dopo aver attraversato il buio

Potrò rivedere il cielo. 

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Tornata a casa gliele inviai e le piacquero molto.

Alla fine della visita salutammo Cristina e noi due, in macchina, ci abbracciammo.

Avevi perso la tua dolce sposa da poco più di un anno e affrontavi il dolore per la sua assenza, correndo a cavallo.

Era la tua maniera per andare “oltre”.

Era il tuo modo per sopportare qualcosa che, come dice la canzone, un senso non ce l’ha.

https://www.youtube.com/watch?v=StRtFh01XUo

La vita continua ad accadere, che ci piaccia o no.

Il sole si ostina a sorgere, che lo vogliamo o no.

La poesia e la scrittura mi aiuteranno a darti una sepoltura serena nei miei ricordi.

Vivrai per sempre dentro a parole che narrino la luce, la pace e la dolcezza inconfondibile della tua voce.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Tua figlia è rientrata e poco dopo, senza far rumore, te ne sei andato.

L’ho stretta forte a me e ho lasciato che ripetesse papà infinite volte, tra le lacrime.

Sentivo che eri ancora lì con noi.

Quando le ho dato la peonia, spiegandole cosa rappresentava, se l’è avvicinata alla guancia, cullandola.

In quel preciso istante, ho percepito che la tua anima era volata via.

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Mi manchi già.

Tua figlia mi ha chiesto un favore: desidera che continui a scriverti.

È il suo modo per averti ancora accanto.

È un’illusione che sento di poter assecondare. Le ho risposto che lo farò, finché lei stessa non mi dirà che il postino può cambiare strada.

Buon viaggio, amico caro

Sereni pensieri nella nuova vita che stai iniziando.

Non dimenticarti di me.

Io, da parte mia, prometto che saprò trovarti, ogni volta che ti penserò.

Tua,

Viola.

https://www.youtube.com/watch?v=Y6uyOIYzvas

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

Per chi volesse visitare il giardino di Cristina, ecco il link

https://leirisditrebecco.it/

Lettere da Viola 9: tra peonie e iris
Lettere da Viola 9: tra peonie e iris

inoltre vi lascio il link per l’articolo che scrissi dopo la mia prima visita a Trebecco

https://www.incastrionline.it/tra-iris-e-poesia/

Siate gentili con chi amate e sempre, e soprattutto, con voi stessi.

Roberta Leonardi

6 Maggio 2024

 

Questo articolo ha 8 commenti.

  1. Claudia

    Oggi leggere la lettera di Viola mi ha “ impegnata”
    Il cuore la mente è volata nei miei ricordi lontani , ma sempre vicini !!!
    E qui mi taccio perchè una calda lacrima mi sta rigando il viso .
    Grazie Roberta per la tua immensa sensibilità nel scrivere cose profonde, dolorose ma che danno sempre speranza, possiamo farcela ❤️❤️❤️

    1. Roberta Leonardi

      Possiamo farcela Claudia… possiamo…
      Insieme 📖🖋️🌸

  2. Genny

    è stato un risveglio dolce e commovente, tra pochi giorni sarà l’anniversario che il mio amore mi ha lasciato….bisogna avere quella forza indescrivibile di andare avanti e trasformare la sofferenza in qualcosa di nuovo. Grazie Roberta per le tue emozioni 🌸

    1. Roberta Leonardi

      È proprio così Genny: la parola chiave è “trasformazione”.
      Ti abbraccio 📖🖋️🌸

  3. Nelia

    Quanta commozione… la tua bravura e delicatezza sono incommensurabili, riesci a toccare tutte le corde del mio cuore❣️grazie, è sempre un piacere leggerti!!🙏😘

    1. Roberta Leonardi

      Nelia, grazie a te per queste splendide parole 🙏📖🖋️

  4. Anonimo

    Ti voglio bene sorella, continua a scrivere , non fermarti mai

    1. Roberta Leonardi

      Va bene sorella! Promesso 🙏

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