Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Cari lettori e lettrici,

questa è l’ultima lettera di Viola che leggerete sul blog.

Ho deciso di trasformare questo romanzo epistolare in un vero e proprio libro di cui conoscete già l’inizio.

Le avventure di Viola quindi, continueranno, ma le potrete scoprire tra qualche mese quando assumeranno forma cartacea.

Vi anticipo inoltre che, approfittando del fatto che Viola è una scrittrice, all’interno del libro, troverete anche il nuovo didascali-amo, il quinto capitolo, che si chiamerà:

“Lo scrigno delle lettere”.

I versi e i pensieri che ho scritto negli ultimi mesi porteranno la firma di Viola e vi racconteranno altro di me, di come vedo e di come sento il mondo.

Spero non ve la prendiate per la decisione che ho preso, ma siate felici di sapere che Viola presto potrà avere un posto nella vostra libreria.

Buona lettura

Anzi

Buona ultima lettera da Viola…

Almeno per ora.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Ho scorso quasi tutte le mie pagine

Sono un libro antico di voci erranti

Sto in equilibrio sulle grinze della carta vissuta,

Toccata e sfogliata da dita che l’hanno letta e amata.

Sono dentro alle mie pagine.

Sono in uno scrigno pieno di lettere

Che parlano di vita,

Lasciando il ricordo

Di una scrittrice, di una stanza, e di un nome:

Viola,

Che non è più solo un fiore o un colore,

Ma un libro dentro al quale…

sognare.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Caro amico,

come ti anticipavo nella mia ultima lettera, poco dopo tua figlia è arrivata anche Sharon.

Siamo andate insieme a prenderla all’aeroporto e, non appena è apparsa, Silvia ha compreso cosa intendevo quando le dicevo che stavamo per essere travolte da un uragano.

Sharon ha cinquantotto anni, quasi dieci meno di me, è molto alta e robusta, ha i capelli viola cortissimi, porta occhiali grandi con una montatura blu elettrico, si veste con abiti coloratissimi e indossa accessori etnici molto appariscenti.

È impossibile non notarla.

Parla a voce altissima (ho sempre pensato fosse un po’ sorda, ma non glielo ho mai detto per non offenderla) e ha una risata così spumeggiante da coinvolgere tutti coloro che le stanno intorno.

Quando ha varcato la porta scorrevole degli arrivi e ci ha visto, ha letteralmente lanciato in aria valigia e beauty per correrci incontro.

Uso il plurale perché Sharon, sapendo che anche Silvia sarebbe stata con noi, ha abbracciato entrambe con una forza che, oltre a toglierci il fiato, ci trasmetteva tutta la sua euforia per l’incontro.

Un signore gentilissimo, mentre lei continuava a stritolarci urlando

Oh, my goodness! This is amazing! You are so beautiful! I can’t believe I’m here! Oh, my goodness!!!

Oh, Cielo! È fantastico! Siete così belle! Non riesco a credere di essere qui! Oh, Cielo!

Ha raccolto i suoi bagagli da terra e glieli ha avvicinati.

Noi, strette nella morsa immobilizzante del boa constrictor inglese, lo vedevamo da sopra le spalle di Sharon e con quel po’ di fiato che riuscivamo a emettere, lo abbiamo ringraziato.

Lui ha sorriso, ci ha fatto un segno con la mano che significava “andate pure avanti” e si è silenziosamente allontanato.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Una volta stabilito che lo stritolamento poteva cessare, Sharon si è voltata, non si è stupita di trovare le sue valigie accanto a lei ed ha dichiarato

Let’s go, girls!

Andiamo ragazze!

Dirigendosi nella direzione opposta a quella in cui dovevamo andare.

Quindi, l’ho richiamata e le ho detto ridendo

Sharon! This way, my dear.

Da questa parte, cara.

Lei ha fatto un testa coda degno di un rally e si è inserita tra Silvia e me fino a quando non siamo arrivate alla macchina.

Giunte a casa, ho accompagnato Sharon in camera mia (dormiremo insieme mentre Silvia starà nella piccola stanza per gli ospiti, accanto al mio studio) dopodiché la sua valigia è letteralmente esplosa!!!

Improvvisamente c’erano pantaloni, magliette, mutande, reggiseni, foulard e scarpe sparsi ovunque!

Le avevo fatto posto nell’armadio ma, come già prevedevo, la maggior parte delle sue cose, avrebbero sostato tra la poltrona accanto alla finestra e il pavimento.

A pranzo siamo andate in un ristorantino del borgo insieme a Elia e Miles.

Mi sentivo come una quindicenne in gita con gli amici.

Abbiamo riso, mangiato e, lo ammetto, bevuto tantissimo.

La contentezza è un vortice meraviglioso da assecondare e la cosa più bella del nostro stare insieme, era la consapevolezza che stavamo vivendo una immensa gioia.

È importante riconoscere la felicità quando la si attraversa.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Sharon mi, anzi ci, ha fatto notare che Elia assomiglia molto a un flirt che ho avuto nel periodo in cui ero a Londra. Non me ne ero mai accorta però, a guardarlo bene, ha molte cose in comune con Simon.

Ovviamente la sua constatazione e l’aver aggiunto che questa persona aveva tredici anni meno di me, ha scatenato la curiosità dei commensali e si è inevitabilmente aperta una porta sul passato con su scritto

Simon Evans, age 21.

Simon Evans, ventuno anni.

Ho accettato di parlarne ma non lì, era una storia che mi aveva aiutato a superare delle insicurezze molto intime (accumulate con David) ma che mi aveva anche segnato per la differenza d’età che, ero conscia, ci avrebbe inevitabilmente separato.

Elia e Miles hanno suggerito di spostarci da loro per il caffè ed è lì che ho raccontato come l’incontro con quel ragazzo, mi avesse stravolto i sensi e la vita.

Ricordai che ci incontrammo in un pub, una sera d’autunno in cui pioveva a dirotto e avevo appuntamento con Sharon per bere insieme una birra.

Lui mi tenne la porta mentre cercavo, inutilmente, di chiudere l’ombrello.

I suoi amici erano già entrati. Simon era l’ultimo della fila e vedendomi arrivare, fece il gesto di tenere la porta aperta per me.

Fu lì che intrapresi una lotta assassina con la linguetta di sicurezza del simpatico ombrellino, che non voleva assolutamente tirarsi indietro per concedermene la chiusura.

Simon, da vero gentleman disse semplicemente

May I…

Posso…

Certo che puoi! Salvami, per favore, e toglimi dall’imbarazzo di questo momento.

Mi scostai, lui si appropriò del parapioggia ribelle e lo chiuse con un’eleganza che immaginavo propria solo dei reali inglesi.

Lo ringraziai. Lui specificò che non c’era nulla per cui ringraziarlo e con un sorriso smagliante, che mostrava un delizioso spazio tra i denti, mi porse la mano e disse

I’m Simon.

I’m Viola.

Rimanemmo per un attimo imbambolati davanti all’entrata e, mentre lui stava notando che mi chiamavo come uno strumento musicale, Sharon urlò dal tavolo dove era seduta per farsi vedere e potessi, così, raggiungerla.

I’m with her…

Sto con lei…

Nice to meet you, Viola. Enjoy your evening.

Piacere di conoscerti, Viola. Buona serata.

Aveva una voce profonda, i capelli biondi bagnati di pioggia tagliati come Brad Pitt in Sette anni in Tibet ed era semplicemente bellissimo.

Ricambiai l’augurio di trascorrere una piacevole serata e mi avvicinai a Sharon con una faccia da rimbambita.

C’è da dire che in quel periodo ero magra (facevo ginnastica tre volte a settimana) e sentivo di aver bisogno di una storia che mi dimostrasse che ero donna, che ero desiderabile e che potevo sentirmi di nuovo viva dopo la deludente esperienza avuta con David.

Avevo la sensazione che qualcosa sarebbe accaduto e quel qualcosa fu Simon.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Pochi minuti dopo essermi seduta, arrivò il cameriere per dirci che eravamo ospiti di quel ragazzo laggiù, e indicò il mio splendido uomo della pioggia.

Noi ringraziammo e dopo un po’ si avvicinò per chiedermi se avessi voglia di fare due tiri a freccette!

Io adoravo giocare a Darts!

Sharon rimase seduta ad osservare mentre Simon ed io iniziavamo a conoscerci e, palesemente, a flirtare.

Mi disse che studiava musica, che amava viaggiare e che adorava l’Italia.

Io gli parlai di me, del fatto che facevo la traduttrice, che avevo vissuto alcuni anni in Spagna e che uscivo da una storia che mi aveva logorato.

Giocammo tre partite e poi bevemmo insieme due birre.

Sharon inventò che doveva alzarsi presto e ci lasciò soli.

I suoi amici fecero la stessa cosa, nel senso che continuarono la loro serata senza Simon.

Ridemmo molto.

Eravamo molto vicini e sapevo che ci stavamo annusando. Scrutavamo i nostri odori, come fanno gli animali per conoscersi, per capire se sono affini.

Mi piaceva.

Non pensai neanche per un momento di chiedergli quanti anni aveva.

A un certo punto, non so con quale coraggio, io mi avvicinai e lo baciai.

Amico mio,

su questa affermazione ho ricevuto un applauso dal pubblico non pagante che stava ascoltando il mio racconto.

Sharon applaudiva e Miles ululava come un lupo.

Elia e Silvia, più discreti, battevano le mani e annuivano dimostrando la loro approvazione e stima per la spavalderia dimostrata!

Dopo essere arrossita e aver chiesto loro più volte di smetterla, ho continuato a camminare dentro a quella strada appartenente al passato, che da tanto tempo non percorrevo.

Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Il resto però te lo scriverò domani.

Sono stanca, molto stanca e in questo momento anche un po’ malinconica.

Pensare a Simon mi fa bene, è un bel ricordo ma anche fonte di malinconia per…

Non so, ora non riesco a spiegare.

Sereni pensieri nel tuo cielo.

Tua

Viola…come lo strumento.

Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

Le tue labbra morbide

Hanno il mio stesso sapore

La tua bocca si fonde con la mia

Nell’intimo contatto delle nostre lingue

Dimentico chi sono…

Donna, fiore, colore…

Stanotte,

Sono Viola,

Semplicemente Viola,

Uno strumento che suona dopo esser stato muto,

Dimenticato in una soffitta troppo impolverata,

Per appartenere a una casa nuova.

Lettere da Viola: l lazyload'uomo della pioggia.
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

 

La viola:

https://it.wikipedia.org/wiki/Viola_(strumento_musicale)#:~:text=La%20viola%20%C3%A8%20uno%20strumento,il%20violino%20ed%20il%20violoncello.

Bach: Concerto per viola

https://www.youtube.com/watch?v=WQdmp281UdI

di seguito la mia prima raccolta di poesie

https://www.incastrionline.it/tra-covid-e-poesia-libro/

Spero avrete voglia di aspettare per continuare a leggere le prossime lettere da parte di Viola.

Intanto, a voi tutti,

buona vita.

Roberta.

Lettere da Viola 4: Ornella
Lettere da Viola: l’uomo della pioggia.

 

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Emanuela Agosta Tota

    😍 Che bella lettera! Mi è sembrato di baciare Brad Pitt ❤️bravissima Roby!

    1. Roberta Leonardi

      Eh…rende l’idea quando dico Brad Pitt di sette anni in Tibet, vero? ;)
      grazie mille Emanuela.

  2. Genny

    e lo sai non vedo l’ora di leggere tutto di Viola…e quel bacio credo abbia portato tutte noi indietro nel tempo dove certe emozioni fanno vibrare il cuore…a presto Viola 💜

    1. Roberta Leonardi

      Felicissima di avervi fatto fare quel salto. Un abbraccio cara Genny 🤗

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