Lettere da Viola: prima puntata

Lettere da Viola: prima puntata.

Lettere da Viola
Lettere da Viola

 

La stanza della scrittrice – Lettere da Viola

Bentrovati amici lettori,

Inizia oggi l’appuntamento settimanale con

La stanza della scrittrice – Lettere da Viola.

E’ l’inizio di un viaggio insieme che ancora non so dove ci porterà.

La nostra Viola scriverà a un suo amico del quale non svelerò mai il nome, perché vorrei che ognuno di voi gli desse quello che preferisce.

Mi auguro che l’appuntamento con la corrispondenza della scrittrice, diventi un momento che aspettate come aspettereste notizie da parte di un’amica.

A me, a dirla tutta, piaceva molto scrivere lettere e anche riceverne. Credo che sia un meraviglioso gesto d’amore.

E voi? Che mi dite? Conservate qualche lettera speciale in un cassetto o nella scatola dei ricordi?

Ne scrivete ancora?

https://www.youtube.com/watch?v=Y8HfQ7C8NFQ

Attendo le vostre opinioni e le vostre storie nei commenti.

Intanto vi auguro una buona lettura

Anzi: buone lettere…da Viola.

Roby

Lettere da Viola
Lettere da Viola: prima puntata

Caro amico,

Oggi ho preso finalmente possesso della mia nuova casa.

È un piccolo cottage che dista due minuti a piedi da un borgo medievale del quale mi innamorai anni fa, quando vi soggiornai con una cara amica per alcune notti.

Siamo in collina, l’aria è fresca e la prima cosa che ho fatto è stata aprire tutte le finestre.

Desidero che le mura e le stanze respirino il vento del cambiamento.

L’ultimo proprietario è stato un anziano artigiano che si rifiutò di seguire il figlio nella grande città perché, a suo dire, era infestata da rumori e da voci confuse.

Scelse di rimanere qui, a parlare con la valle e con i mattoni caldi delle vie quando il sole di mezzogiorno ci si distende sopra.

Lettere da Viola: prima puntata
Lettere da Viola: prima puntata

Se n’è andato una notte.

Senza dolore.

Ha camminato dentro ai suoi sogni e non ne è più uscito.

Il figlio ha deciso di vendere.

L’ho saputo tramite il fornaio del borgo col quale ero rimasta in contatto dopo la mia visita.

È stata una trattativa veloce.

Ho chiesto di poter acquistare alcuni mobili fatti a mano dall’artigiano. Si chiamava Giacomo. Quei meravigliosi pezzi d’arredamento avevano troppe cose da raccontare e troppe storie da ascoltare ancora.

Oltretutto sembravano fuoriuscire dalle pareti, quasi fossero fiori nati da uno stelo di pietra.

Due librerie, una cassapanca, un armadio il cui legno ancora profuma e un meraviglioso tavolo con sei sedie che invitano a fermarsi un attimo per recuperare le forze.

I miei preferiti però sono la scrivania intarsiata, che ospita un cassetto proprio sotto al piano di scrittura, e una sedia a dondolo che incoraggia a distendere il corpo e i pensieri.

Lettere da Viola: prima puntata
Lettere da Viola: prima puntata

Mi sono stati lasciati gratuitamente.

Ho domandato più volte ad Alberto, il figlio di Giacomo, se fosse sicuro di quel prezioso lascito, e lui mi ha rassicurato che il padre ne sarebbe stato felice.

Nel suo appartamento in città non avrebbe saputo cosa farsene di quei mobili.  Preferiva continuassero a vivere lì, dove suo padre li aveva fatti nascere.

Quindi, dopo una rinfrescata alle pareti e alcuni lavori di idraulica di mantenimento, sono qui.

Gli ambienti sono ancora molto spogli, mobili di Giacomo a parte.

Mentre ti scrivo sono nella mia stanza, quella più importante, quella dove nasceranno nuove storie.

Sento che qui starò bene.

Sento che qui le parole troveranno il loro fluire.

Un uccellino si è appena posato sul davanzale della finestra davanti alla scrivania e mi sta parlando. Credo di dover posare la penna, dedicargli la mia attenzione e donargli qualche briciola del mio pane ai cereali.

Lettere da Viola: prima puntata
Lettere da Viola: prima puntata

Domani ti racconterò altro di questo luogo che dona sollievo al mio respiro.

Sereni pensieri a te

Tua,

Viola.

Qui  sotto un vecchio articolo, uno dei primi scritti, con una mia lettera indirizzata a un amico speciale.

https://www.incastrionline.it/lettera-ad-un-amico/

 

Questo articolo ha 17 commenti.

  1. Claudia Marson

    Che bello, buona avventura Viola , che prendi “forma” dalla penna magica di Roberta ✨✨✨

    1. Roberta Leonardi

      Mi auguro che vi porterà nel suo mondo con tanta voglia di leggere le sue lettere.
      Grazie Claudia

  2. Roberta

    Bellissimo tornare a leggere le lettere e l’idea di avere un’Amica a cui scrivere, ancora di più. Brava Roberta ❤️

    1. Roberta Leonardi

      Grazie mia cara omonima,
      lo scopo era proprio quello di abbracciare in un modo un po’…antico
      Buon lunedì e grazie mille!

  3. Alessia

    ciao Roberta non so se abbia preso il mio commento precedente perché non lo vedo e ho capito che forse ci sia stato un problema col web. in ogni caso mi sono iscritta alla newsletter può essere che così lo prenderà. non lo avevo ancora fatto e mi fa piacere. quindi in breve ti ridico quel che avevo scritto. mi piace molto questa tua idea della lettera di Viola. anche io ho da sempre utilizzato questa modalità proprio per sviscerare ciò che avevo dentro. avevo anche un diario che avevo proprio chiamato “amica” e poi essendomi trasferita da Napoli a Milano a 17 anni puoi capire il desiderio di non perdere nessun contatto. e allora non c’erano i social ma solo carta penna e telefono col filo. ti leggerò volentieri. con un abbraccio e spero ti arrivi questo commento non so. buona giornata.

    1. Roberta Leonardi

      Grazie Alessia, è arrivato!
      Ti ringrazio per l’apprezzamento. ho a cuore la tua opinione.
      Mi auguro di cuore che Viola ci unisca ancor di più.
      Buona corrispondenza e buona settimana.

  4. Alessia

    sarà così. niente è un caso secondo me.🖤

  5. Maura

    Mi piaceva tanto scrivere lettere , pensa : una mia amica , ai tempi della scuola , me le faceva scrivere al suo moroso militare, poi , dopo qualche mese , già sposata, è stato il mio turno di scriverle a mio marito militare…conservo ancora quel grosso plico e le parole preziose di quei tempi restano nero su bianco e non sono volate come nelle telefonate odierne… il tuo progetto è molto carino, ti leggerò volentieri!🌺

    1. Roberta Leonardi

      Grazie di cuore Maura 🦋🩷

  6. Anonimo

    Mi piaceva scrivere lettere. Le scrivevo a mio marito e mi piaceva tanto riceverle. Che emozione quando il postino me ne consegnava una! È stato bello leggerti Viola!💜 Renée

    1. Roberta Leonardi

      Grazie Renée per aver condiviso il tuo tenero ricordo.
      Un caro abbraccio a te

  7. Genny

    ho una scatola in posto nascosto delle lettere speciali che tu puoi immaginare…mi è sempre piaciuto ricevere e scrivere lettere e quindi quest rubrica accarezzera’ il mio cuore cara Roberta 🌹

    1. Roberta Leonardi

      Sono molto felice di esser l’artefice di una carezza.
      Un abbraccio Genny 😘

  8. Rossella

    Grazie Roby. Ho scritto tante lettere, come tante ne ho ricevute, in gioventù quando la lontananza fisica mi divideva da qualcuno che amavo. Poi ho continuato a scrivere ( e a riceverle) a causa di una lontananza diversa, quella lontananza che si crea tra due persone che seppur vicine, erano divise da incomprensioni. E sono contenta di averlo fatto perché me le sono potuta tutte rileggerle.
    L’ultima l’ho scritta ai miei figli perché spesso non si riesce a esprimere dei pensieri a voce cosi come in una lettera.
    Quindi la mia opinione è scrivere lettere è fondamentale.
    Attendo la prossima❤

    1. Roberta Leonardi

      Rossella…mi commuovo…
      Grazie 🙏

  9. Stefania

    Che tuffo nel passato! Un passato che ormai sembra lontano anni luce, quando ci scambiavamo informazioni solo per via epistolare, perché le telefonate erano costosissime, soprattutto se volevamo mantenere viva un’amicizia divisa da molti chilometri. Quando il tempo era scandito dall’attesa dell’arrivo di quella lettera, quando affidavamo i nostri pensieri, sogni, emozioni a quella carta scelta con cura in cartoleria, abbellita da qualche disegno o da qualche ricordo condiviso. La fretta era relativa perché dovevamo per forza aspettare il tempo delle poste e l’attesa rendeva ancora più piacevole il desiderio di ricevere nuove notizie e, forse, alla fine, eravamo molto più vicino in questo modo, piuttosto che oggi che abbiamo molti più mezzi e molte più possibilità di essere vicini, ma non troviamo mai il tempo per esserlo. Bellissima questa idea di scrivere delle lettere, mi ha fatta tornare ai tempi dell’adolescenza.

    1. Roberta Leonardi

      Ne sono felice e sappi che un paio di quei fogli su cui ti scrivevo, li ho ancora.

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