Lettere da Viola: terza puntata.

La stanza della scrittrice. 

Lettere da Viola: terza puntata.

Lettere da Viola: terza puntata
Lettere da Viola: terza puntata

Cari lettori e care lettrici,

inizia una nuova settimana e il postino virtuale vi consegna una nuova lettera da Viola, la terza.

Oggi scopriremo qualcosa di personale, sia fisico che emotivo.

Vi chiedo:

  • Cosa ne pensate dell’empatia?
  • Può essere un difetto?
  • E voi, ne siete “affetti”?
  • Qual è il vostro modo di far scivolare via lo sconforto?

Curiosità da scrittrice.

Da voi imparo sempre molto.

Ma non perdiamoci in inutili chiacchiere, so che state aspettando Viola e allora la lascio a voi, alla vostra gentilezza e al vostro impagabile affetto.

Buona lettera…da Viola.

Ps: se per caso aveste voglia di scrivere voi una lettera a Viola, sentitevi pur liberi di farlo nei commenti. Lei legge tutto, lo so per certo!

Lettere da Viola: terza puntata
Lettere da Viola: terza puntata

Lettere da Viola: terza puntata.

Caro amico,
ti chiedo scusa se la settimana scorsa non ti ho scritto, ma i miei occhi mi hanno dato dei problemi.

Purtroppo, con l’avanzare dell’età si stanno indebolendo. Vedo macchie, la retina è rovinata ma non si può operare perché sarebbe come andare a cucire un tessuto molto liso; lo ripari da una parte e si apre dall’altra. Quindi mi faccio coraggio e vado avanti. Ci sono giorni buoni e altri meno, ma non mi perdo d’animo.

Il dottore non ha escluso che un giorno possa perdere la vista.
Me ne preoccuperò quando accadrà. Per ora cerco di ascoltarli quando mi chiedono di riposare. Assecondo il loro desiderio di buio e mi fermo un po’.
Mi capita di pensare che il mio difetto nel vedere, sia la ragione per cui riesco a percepire tanto con gli altri sensi.

Lettere da Viola: terza puntata
Lettere da Viola: terza puntata

Ho un olfatto sviluppatissimo, ma questo tu lo sai!
Ti ricordi quando, durante il nostro viaggio a Parigi, riuscivo a intuire dove facessero la crêpe più gustosa affidandomi al mio naso da segugio? Camminavamo anche chilometri pur di trovare la migliore.

Sei sempre stato un galantuomo e hai assecondato le mie folli manie.
Oltretutto gli odori, per me, sono finestre sul passato, sono panorami di ricordi.

Ogni volta che me ne arriva uno speciale, faccio un salto indietro nel tempo e torno a visitare luoghi e a rivivere emozioni.

Qui, nel tardo pomeriggio, si percepisce il profumo dell’erba appena falciata.
È come sostare in un’eterna estate che introduce una notte serena.
Mi piace tanto, quasi quanto quello della legna che arde nei camini e inonda il paese di un abbraccio confortevole.

Lettere da Viola: terza puntata
Vista dal castello di Trebecco

Anche la sensibilità, o come tu l’hai sempre definita “la tua intima empatia”, è uno dei miei sostituti della vista.
Non ti nascondo che a volte vorrei poter percepire meno del mondo altrui.
Perché le gioie danno serenità, ma il dolore (ti assicuro che ce n’è tanto in giro) è devastante.
Ho imparato a riconoscerlo in uno sguardo, in un gesto, in un silenzio.

Cerco di dare una parola di conforto anche se spesso non c’è molto da dire, basta ascoltare e magari donare un abbraccio.
Il problema però è che lo sconforto dell’altro ti resta dentro e allora ho trovato il mio modo di lasciarlo andare, di farlo scivolare fuori dal mio petto.

Lettere da Viola: terza puntata
Lettere da Viola: terza puntata

Mi rifugio nelle passeggiate, nei campi cosparsi di fiori, nelle finestre aperte, nelle voci che abitano le vie, nei libri e in tutte quelle piccole cose che la quotidianità ci offre per trovare bellezza anche quando siamo a terra.

https://youtu.be/P_0_h7P4MHE

Scrivere poi è il mio atto supremo di cura e di gioia.
È la lente di ingrandimento sul mio spirito e sull’anima del mondo.
La scrittura mi salva sempre.

Lettere da Viola: terza puntata
Lettere da Viola: terza puntata

Vedi, mi sono lasciata andare forse a troppe parole e considerazioni, ma sentivo il bisogno di far perdonare la mia piccola assenza.
Nella prossima lettera ti racconterò dei due giovani che abitano la casa accanto alla mia.
Uno di loro viene a tagliarmi il prato e ad aiutarmi con il giardino. Sono due persone che incarnano il concetto di gentilezza.
Ma non voglio svelarti troppo,
devo anche aggiornarti sulla casa!
Ho così tanto da scriverti…preferisco però farlo lentamente, affinché tu possa sentire ogni respiro di questa mia nuova vita.
Sereni pensieri nella tua notte
A presto
Viola.

Lettere da Viola: terza puntata
Scrivere mi salva sempre

 

Per chi volesse andare indietro nel tempo di questo blog, un brevissimo articolo sul fatto che “la felicità, è un momento di distrazione” (cit. Scotta di Niccolò Fabi)

https://www.incastrionline.it/la-felicita-e-un-momento-di-distrazione/

e qui potete ascoltare la canzone

https://www.youtube.com/watch?v=rIZ22vGi_Cw

Questo articolo ha 11 commenti.

  1. Emanuela Agosta Tota

    Cara Viola, comprendo benissimo quello che hai scritto. Essere nati empatici è un dono e una condanna assieme. Con il tempo ho provato a lasciar andare, ma è molto difficile. La mia fibromialgia parla per me. Nascere altamente sensibili è come nascere con una pelle troppo sottile… E invece per stare in questo mondo, la pelle dovrebbe essere bella spessa. Ti abbraccio carissima❤️
    Emanuela

    1. Roberta Leonardi

      Grazie Emanuela per queste tue parole così sincere,
      ti mando un abbraccio sottile,
      come la nostra pelle
      Tua
      Viola

    2. Maura

      Vero Emanuela :ci vorrebbe una pelle spessa ed un cuore più duro per soffrire meno per la troppa empatia , ma purtroppo uno un po’ ci nasce ed un po’ ci diventa per educazione ! Io sono contenta però di essere così ,la sofferenza è ricambiata dalla felicità nel dare … dare ascolto , parole , aiuto materiale… che bello attraverso queste tue parole ti ho conosciuta ancora un po’ di più, ti abbraccio!😘🌸

  2. Monia

    Leggerti tra qst righe e’ per me un grande onore 💓Grazie cara Viola un abbraccio

    1. Roberta Leonardi

      Un abbraccio a te cara Monia.💗

  3. Genny

    Viola tu riesci a trasmettere una sensazione di serenità incredibile, fai stare bene…tanto davvero sai . Io quando i mille pensieri mi spettinano il cuore mi rifugio tra i miei fiori sul terrazzo e pian piano tutto si trasforma in un sorriso. Un bacio a te cara Roberta 🌹❤️

    1. Roberta Leonardi

      Cara Genny,
      Grazie,
      Ti immagino sorridente tra i fiori del tuo terrazzo e sorrido con te.
      Un caro abbraccio a te anche da Roberta,
      Tua
      Viola

  4. Stefania

    Credo che l’empatia sia un grande dono, perché il contrario porterebbe solo ad egoismo e insensibilità….delle quali è già troppo pieno il mondo! Mi piace l’idea di poter aiutare con un abbraccio, un sorriso o una parola una persona nella quale ho “letto” una sofferenza; mi piace vedere in qualunque situazione un’opportunità, un modo per crescere e per trovare dentro di noi nuove risorse e nuovi punti di vista anche se la sofferenza fa male. Preferisco una pelle sottile e permeabile che una corazza a difendermi perché quando “dono” mi sento migliore e più “ricca”.

    1. Roberta Leonardi

      Sono d’accordo su tutto ciò che hai scritto 🙏📖🖋️💌

  5. Monica

    Ci definiscono PAS,persone altamente sensibili, spesso penso che non sia ne’ positivo ne’ benefico specialmente quando la spugna é intrisa e pesante. Ti ringrazio per le parti me che ritrovo nelle tue parole ❣️

    1. Roberta Leonardi

      E io ti abbraccio, da Pas a Pas 🙏❤️

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