L’ombra

L’ombra

L'ombra
L’ombra

 

Dopo l’uscita di Didascali-amo 4: lo scrigno dei respiri, ( https://www.incastrionline.it/didascaliamo-4-lo-scrigno-dei-respiri/ ) mi sta capitando sempre più spesso di confrontarmi con le persone sul concetto di ombra; quindi, mi sembra un atto dovuto e di rispetto, dedicarle un articolo.

L’ombra.

Durante il mio percorso di analisi, condotto da un analista junghiano, il concetto di ombra è apparso immediatamente.

In realtà sono stata io la prima a parlarne perché confessai, come ho scritto in Solo Alex, (https://www.incastrionline.it/solo-alex/ ) che mi sentivo al buio, ero dentro all’oscurità, ero in una gabbia nera le cui sbarre erano le mie tenebre.

Io ero tenebra e questo fatto, come potrete immaginare, mi terrorizzava.

Sentivo che stavo perdendo non solo me stessa, ma anche chi amo.

Secondo Jung:

l’ombra è un aspetto inconscio della personalità che l’ego cosciente non riconosce in sé stesso. L’ombra è quindi il lato sconosciuto di sé stessi.

L’ombra è, citando Star Wars, il lato oscuro della forza, rappresenta tutto ciò che ci spaventa, l’irrisolto, il non detto, il perdono non concesso, i traumi, la rabbia. L’ombra è ciò che non ci piace di noi stessi, perché non lo capiamo.

Ci convinciamo che le tenebre urlino. Per me, almeno, era così. Davo loro le fattezze di mostri, di ladri, di figure oscure che si insinuavano nei miei sogni per sottrarmi qualcosa. Proprio di questo mi ero convinta: l’ombra toglie!

Quando il mio analista mi disse:

perché la prossima volta che sogna un ladro, o un mostro, non prova a dialogarci, a chiedergli cosa vuole, per quale motivo si trovi lì…

L’idea mi sorprese e confuse.

Non ritenevo di poter parlare con un drago sputafuoco, pensavo invece che l’unica soluzione fosse fuggire e mettersi al riparo. Ma poi, al riparo da cosa?

  • Da chi?
  • Dall’ombra?
  • Da me stessa?

Riflessione:

È più comodo ignorare ciò che di noi non ci piace. Fuggire dalla paura di fallire, di non essere all’altezza. È più semplice correre in fretta davanti allo specchio e non prestare attenzione all’immagine riflessa di noi bambini rannicchiati in un angolo della stanza.

Non ci fermiamo per entrare dentro a quel riflesso.

Per farlo ci vuole coraggio.

Il coraggio di chi non ha più nulla da perdere.

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L’ombra

L’ombra.

Ricordo perfettamente quando mi misi in piedi, immobile e a testa alta, davanti al mostro.

Ero a Pescasseroli, a casa del mio amico Giovanni, sola, in ritiro di scrittura per dar forma a Il giardino del silenzio. https://www.incastrionline.it/il-giardino-del-silenzio/

Sognai un essere orribile che mi urlava contro cose incomprensibili, sovrastandomi. Ne percepivo il peso incombente. Stava per cadermi addosso e schiacciarmi. Ero pronta a fuggire. Gli diedi le spalle. Qualcosa però mi fece tornare alla mente le parole del mio dottore…

Gli chieda cosa vuole.

Mi rigirai, lo guardai in quegli occhi inondati di fuoco e chiesi, urlando per sovrastare il suo delirio

Cosa vuoi da me?

Accadde così. Il mostro si fermò. Mi guardò. Fece uno sbuffo liberando fumo dalle narici e poi, con un ghigno che sembrava un sorriso, sparì.

Non mi aveva risposto, ma non c’era più.

Pensai di aver vinto!

Orgogliosa del mio aver capito, mi ritenni alla fine del percorso.

l'ombra
la fine del percorso

In realtà, compresi poco dopo, di essere appena entrata nel bosco delle ombre e quello era solo il primo passo per poter camminare in un luogo che rappresentava tutto ciò che non volevo vedere.

L’ombra.

Nel nuovo viaggio dovevo abbandonare certezze, spogliarmi di ogni orpello e proseguire nuda in cerca di tombe, fantasmi, ossa, rumori sinistri per raggiungere la bambina intrappolata nel riflesso dello specchio.

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Il bosco delle ombre

Ho pensato che la notte non finisse mai.

Ho sentito una profonda solitudine.

Avrei voluto non sentirmi così sola, così priva di forze e di possibilità.

Ero completamente dentro alla nebbia della mia disperazione.

L’ombra.

Gennaio 2023: pensai di uccidermi.

Visualizzai il volo del mio corpo giù dal balcone e mi dissi che un primo piano non era sufficiente, sarei dovuta salire molto più in alto. Magari la terrazza condominiale poteva essere all’altezza giusta.

Fu un attimo.

L’ombra.

Fu un pensiero rapido, folle, lucido che, l’attimo dopo averlo pensato, rispedii lontano da me.

Si dissolse come il mostro del sogno.

Mi sentii a terra.

Compresi di aver toccato il fondo.

Quando lo confessai al mio analista, mi disse che la mia lucidità, mi aveva salvato, che il percorso si era invertito.

Lo sapevo, dentro di me ero cosciente dell’inversione.

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L’ombra

Quando confessai ciò che mi era accaduto, l’orribile pensiero che mi era balenato nella testa, ad alcune persone, amici ovviamente, successe ciò che spesso avviene:

ci fu silenzio. Subito dopo arrivò l’assenza.

Non di tutti, solo di alcuni.

Ora ho compreso perché, e non li condanno.

L’ombra.

Il malessere, così come la malattia, spaventa, si vorrebbe aiutare ma non si sa come. Si cercano parole che in realtà non esistono. Si vede un buio dentro al quale non si vuole entrare, perché potrebbe significare aprire porte che non si è pronti ad aprire.

In pochi capiscono qual è l’unica reazione possibile.

Restare.

Ciò di cui si ha bisogno è semplicemente la presenza, sentire che quell’amico c’è, che crede in te, che ti aspetterà al di là del bosco.

Sentire.

È un’energia che viene da fuori, ti attraversa dentro e ti spinge avanti.

L'ombra
Restare

Molti però non riescono. Non è colpa loro. Semplicemente non possono, non sanno.

Una cosa però ve la dico: se un amico vi confida un malessere così grande, non provate a dargli soluzioni, le troverà da solo. Dite invece che credete in lui, o in lei, che voi ci siete, che lo aspetterete, che il vostro viso è accanto al suo quando striscia per terra.

Lo aiuterà.

E poi, da solo, continuerà a camminare fino a tornare da voi.

Fino a tornare da se stesso.

L’ombra

Grazie alla mia ombra ho capito che

  • ho paura della malattia, quella vista nella carne di mio padre e nella sofferenza atroce, eppur silenziosa, di mia madre.
  • Ho paura della morte, quella sopraggiunta improvvisamente su mio fratello e quella che ha portato fino agli angeli la mia amica Sonia.
  • Ho paura di perdere il controllo perché altrimenti posso essere colpita e abbandonata come tante volte mi è successo.
  • Ho paura di volare perché quando ciò avviene, intorno a me c’è il vuoto e il solo pensiero della fine, del nulla, mi fa tremare.
  • Ho paura di sbagliare perché perdonarmi è ogni volta più difficile.
  • Ho paura di amarmi perché altrimenti non saprei a chi dare la colpa di ciò che di brutto succede.
  • Ho paura dell’assenza perché non credo sufficientemente nelle mie capacità di farcela, sebbene poi, nella vita me la sia sempre cavata…anche da sola.

Ho paura.

Ecco, l’ho detto, ho paura.

La mia ombra è la paura.

Ma smettere di vivere, di uscire, di muoversi, di affrontare nuove sfide, non cancella la paura, anzi, la rende più grande, le dona il potere dell’invincibilità.

Visualizzare il mio buio, stare per un tempo indefinito ferma lì dentro, mi ha permesso di alzare gli occhi e vedere la luce sopra le chiome degli alberi.

Ogni mattina, quando mi alzo, ringrazio l’ombra che mi ha condotto alla luce.

L'ombra
quando mi alzo

Ogni mattina, quando mi alzo, abbraccio la bambina riflessa nello specchio e le dico che ce la farà. Glielo dico e ci credo.

Il giorno del mio cinquantesimo compleanno, sempre a Pescasseroli, in una passeggiata insieme a mio marito Angelo, a Giovanni e a Domitilla, mi sono trovata davanti a un campo con dei cavalli al pascolo e le montagne a far da sfondo. Tutto era quieto sotto a un cielo di nuvole stupefacenti.

L'ombra
Il respiro

Lì, dopo tanto tempo, ho sentito che il respiro tornava.

Uno dei cavalli mi si è messo accanto, mi ha poggiato il muso sulla spalla, ha camminato con me per qualche metro.

L'ombra
la vita

In lui, in quel gesto inatteso, ho visto la vita, che in un modo così delicato e semplice mi diceva:

Ce l’hai fatta: bentornata.

Mentre lo scrivo mi fermo e piango.

Sento ancora quella voce.

Vorrei che la sentiste anche voi che leggete.

La percepite?

Senza il viaggio con la mia ombra, non l’avrei mai sentita.

Senza accettare la mia oscurità, non mi sarei mai ritrovata.

L’ombra

L’ombra di cui abbiamo paura, spesso è l’unico respiro che abbiamo dalla luce che acceca.

L’ombra, se la guardi negli occhi, è ciò che di più fragile c’è in te, porta il tuo nome scritto sul gelo del timore.

Se la accogli, se dialoghi con essa, lei ti parlerà di te. Non urlerà. Ti aiuterà a perdonarti per quelle volte che non hai creduto in te e ti indicherà la via per arrivare all’alba.

L’alba ti aspetta e l’ombra lo sa.

L'ombra
l’alba ti aspetta
L'ombra
l’ombra

Concludo.

Perdonatemi se mi sono lasciata andare, ma ci tengo a dirvi di non aver paura della vostra ombra, di non aver timore di chiedere aiuto, di non aver paura di andare a scavare nel passato, perché è vero che esso non si cambia, ma possiamo cambiare il nostro presente e il modo in cui affrontiamo il futuro.

La nostra fragilità, non è debolezza, è quel filo dorato che veste di luce il nostro cuore.

E se qualcuno vi confiderà il proprio buio, non dite nulla, stringete la sua mano e siate quel soffio di vento che non si vede, ma è presente e aiuta a resistere nell’apnea che precede la rinascita.

Vestita d’ombra e di luce,

Vostra

Roberta.

.

Alle possibilità, alle scelte, alla delicatezza di uno sguardo, alle cose non dette e alla poesia che la vita ci offre

Grazie a Giovanni, Domitilla, Nadia, Loredana, Veronica, Chiara, mia sorella per essere rimasti.

Grazie a mio marito Angelo: la tua presenza è respiro.

Da Ascoltare con attenzione: Abbi cura di me di Simone Cristicchi.

https://www.youtube.com/watch?v=0o6zza76pDg

 

L'ombra
la tua presenza è respiro
l'ombra
autoritratto

Questo articolo ha 10 commenti.

  1. Maria Pia Leonardi

    abiti al primo piano, per fortuna. Io non posso stare senza di te!

    1. Roberta Leonardi

      Sono qui sorella…sono qui. ❤️

      1. Anonimo

        …..quando il tutto ha cominciato ad invertirsi…..❤️

        1. Roberta Leonardi

          🙏❤️
          Succede.
          Non sai mai quando, ma succede.❤️

  2. Roberta

    Ora l’ombra, fa meno paura. Grazie Amica mia!

    1. Roberta Leonardi

      Prego Roby 🌸

      1. Claudia

        Quanta emozione leggerti, percorsi importanti che ci aiutano a rinascere .
        Un abbraccio cara Roberta ❤️

        1. Roberta Leonardi

          Grazie Claudia 🙏

  3. Rossella

    Grazie roberta per tutto quello che hai scritto
    Questa è introsprospezione che hai fatto mi ricorda molto il viaggio che ho fatto è che sto ancora facendo dentro di me.

    E ti ringrazio di avermi dato nuovi spunti per comprendere o cercare di comprendere.
    Una cosa in più posso aggiungere per quanto riguarda la paura che è stato il sentimento che mi ha sempre accompagnato in tutta la mia esistenza finora.Prima in maniera irrazionale e poi razionale.Meditando ho scoperto che era meglio che ringraziavo la paura perché tante volte mi aveva salvato da qualche cosa che non avrei dovuto fare…. era meglio forse metterla seduta (cosi la vusualizzavo) vicino a me al mio stesso livello per potermi confrontare con lei. E questo mi aiutava a rientrare nei binari.
    Grazie di nuovo❤

    1. Roberta Leonardi

      Grazie a te, Rossella 🙏

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