Questa è una storia di occhi.

Questa è una storia di occhi.

C’è una storia di occhi.

È una storia senza bocche

È una storia di strappi e sguardi

Di corse e lunghe attese

È una storia di paura

Vuoto e cadute

È una storia di energia e pensieri giusti

È una storia appesa a un respiro

È una storia che aspetta una voce

È una storia che ancora non ha un abbraccio

È una storia iniziata ieri

Una storia che continua oggi

Una storia che domani non dimenticheremo.

C’è una storia di occhi e presto

Ve la racconterò.

Questa è una storia di occhi
Questa è una storia di occhi

Queste sono le parole che qualcuno di voi avrà già letto in uno dei miei post su Instagram e/o Facebook. Oggi è giunto il momento di raccontarvela.

Questa è una storia di occhi.

Questo racconto inizia con una pandemia che ha tolto metà del volto alle persone e l’unica cosa visibile è lo sguardo. Ci siamo trasformati in creature che hanno perso la parte inferiore del volto. La voce è udibile ma le labbra sono state oscurate, come in un film con immagini censurate.

Il Covid 19 ci ha censurato la bocca.

Immaginate allora una donna, la chiamerò Alma, anima in Spagnolo, che un mattino si sveglia e si ritrova in un mondo cambiato, diverso da quello in cui viveva fino al momento in cui aveva chiuso gli occhi la notte precedente.

D’improvviso, senza essere stata interpellata, era stata catapultata in un universo parallelo, decisamente spaventoso. Era un mondo che girava al contrario, con un ritmo non identificato, confuso.

Si camminava all’indietro sui talloni e lei, non riuscendo a gestire quel movimento invertito, era stata colta da un forte senso di nausea ed era caduta a terra varie volte. Da ogni cedimento si era rialzata ma quando comprese che in quel mondo le era impossibile parlare, sentì cederle il cuore.

Voleva chiedere aiuto, ma non poteva farlo. Non aveva più la bocca.

Muta, con una mascherina al posto delle labbra, si ritrovò incollata a terra, schiacciata dal dolore e da quella sconvolgente scoperta.

Alma amava cantare, era la sua gioia, la sua via di fuga dai problemi, dai pensieri. Ora, in quella nuova situazione, come avrebbe fatto? Come avrebbe gestito il peso delle giornate difficili, delle notizie tristi, delle complicazioni che la vita le poneva davanti?

Non aveva via d’uscita, era un rapimento senza riscatto.

Chi era il responsabile di quella assurdità.

Si sentiva come un gladiatore nell’arena, ma senza armi.

Dove era l’imperatore?

Pollice in su o pollice verso?

A chi bisognava supplicare la grazia?

Stesa a terra in una strada che non conosceva, si stringeva il petto e si disperava per ciò che le stava accadendo.

Questa è una storia di occhi.

Fu colta di sorpresa quando qualcuno, con tocco gentile, le sfiorò una spalla. In un silenzio col groppo in gola incontrò gli occhi di un estraneo e vi si vide riflessa.

questa è una storia di occhi
Questa è una storia di occhi

Questa è una storia di occhi in cui l’amore non può parlare, in cui il non sapere, distrugge, e le immagini proiettate nelle iridi amiche, terrorizzano. Sì, aveva paura, perché nel vedersi in quegli occhi sconosciuti, si accorse di quanto deforme fosse nell’espressione del suo inaspettato dolore.

Questa è una storia di occhi perché la gentilezza del chiedere notizie, arrivò con una preghiera nello sguardo.

Il passante che la stava fissando, aveva la stessa mascherina, lo stesso cerotto orrendo sul volto, ma in qualche modo riusciva a comunicare con lei. Alma poteva giurare di aver sentito in maniera nitida le parole

Signora, si sente male? Posso aiutarla?

Ma l’uomo non aveva aperto bocca. L’uomo non aveva una bocca.

Allora si concentrò sullo sguardo del suo soccorritore e fu scossa da un brivido.

Quella frase era uscita dai suoi occhi.

C’era una luce sul viso di quell’uomo che non aveva mai visto prima; era un chiarore sereno che giungeva dagli occhi. Alma , in una inaspettata presa di coscienza, abbandonò l’orrore e, a passo lento, come una lumaca che striscia su di una foglia in bilico, riscoprì il valore di una lucciola.

Una lucciola, proprio così, una lucina minuscola che può però arrivare a rischiarare la notte.

Provò a concentrarsi sui propri occhi e con sua grande sorpresa riuscì a dire:

Non abbandonarmi mai.

La sua richiesta era rivolta più che all’uomo, alla luce, a quello che aveva visto attraverso quel dolore straziante.

Un attimo dopo lo sconosciuto l’aiutò ad alzarsi e fu certa che le stesse sorridendo. Gli occhi si erano arricciati in su, come labbra impegnate in un sorriso. Anche lei percepì la stessa espressione sul proprio volto.

Questa è una storia di occhi.

Guidata dallo sguardo di colui che ormai considerava in qualche modo un amico, abbassò gli occhi sul petto, nel luogo dove si era sviluppato quel lancinante dolore.

Dal nulla vi era apparsa una cicatrice. Era rossa, fiammante, come una goccia di sangue vivo. Batteva a ritmo del suo cuore. Con estrema grazia l’uomo si sbottonò la camicia e le mostrò la stessa cicatrice, nello stesso punto, solo meno evidente.

Era senza dubbio una cicatrice in simbiosi con la pelle, non più estranea al corpo ma parte integrante di esso.

Alma si sentì abbracciata da quella assurda similitudine.

Con un gesto garbato, l’uomo allargò il braccio, come se aprisse un ventaglio invisibile, e le mostrò le persone intorno a loro. Tutte senza bocca, tutte con delle ferite sul cuore più o meno evidenti, tutte con gli occhi fissi su di loro in una smorfia che era un sorriso.

Questa è una storia di occhi perché questa pandemia ci ha tolto la bocca, ma non la possibilità di provare a sorridere con lo sguardo.

Ci sono notti in cui la vita diventa orrore e la poesia scompare dietro all’attesa di sapere cosa stia accadendo e come andrà a finire una storia che non abbiamo chiesto o scelto, ma che senza preavviso alcuno, ci coinvolge e risucchia in un vortice oscuro.

Allora crediamo negli occhi, crediamo che possano narrarci un nuovo racconto e che, insieme a una cicatrice indelebile, possano restituirci l’immenso valore di un abbraccio.

In fin dei conti, gli abbracci sono muti, non hanno bisogno di parole e tutti quanti abbiamo imparato a elargirne tanti, anche solo con lo sguardo.

Questa è una storia di occhi e ve la dono attraverso un silenzioso abbraccio, in attesa che la vita torni poesia.

Roberta Leonardi, 25 Maggio 2021.

la vita torna poesia
la vita torna poesia

Questo articolo ha 24 commenti.

    1. Grazie!

  1. Roby, che bel racconto! Uno di quei racconti che dopo averlo letto ti crea un continuo carosello di emozioni come a volte mi danno certi dipinti che più li guardi e più ti ispirano!

    1. Che meraviglia! Sono proprio felice di averti regalato un dipinto!!!! Che gioia!

  2. Quegli occhi che hanno sorriso nonostante tutto è quel sorriso era diventato un abbraccio più stretto delle braccia, bellissimi pensieri cara Roberta ❤

    1. Grazie Genny, credo ci rappresentino un po’ tutti.
      Ti abbraccio.

  3. Bellissima Roberta, i miei occhi sono pieni di mille rugherette perché ho sempre creduto nella capacità di parlare con gli occhi e penso a chi la possibilità di parlare con la bocca non l’ha mai avuta. Grazie per questo racconto, un abbraccio.
    Monica

    1. Che bel commento Monica. Allora: evviva le rughette e la capacità di sorridere sempre!

  4. Molto bello ❤️

    1. Grazie Laura! Un sorriso silenzioso per te e il tuo giardino.

  5. Con gli occhi parliamo, abbracciamo e sorridiamo 🤗🤗😀 bellissimo racconto Roberta 💯🤍

    1. Grazie infinite!

  6. Bellissimo racconto Roby ❤️ I miei occhi 👀 non smettevano più di leggere 👀💕😀❤️ Bravissima sempre nell’esporre i tuoi pensieri in un modo così delicato e nello stesso tempo profondo ❤️ Complimenti!

    1. Grazie Roby.
      Occhi negli occhi in un sorriso.
      Ti abbraccio forte.

  7. I tuoi bellissimi racconti sono sempre profondi e intensi 👏👏👏dal tuo racconto emerge chiaramente che gli occhi hanno un valore comunicativo importante, veicolano messaggi intensi…un libro aperto. Complimenti Roberta❤️

    1. Cenzina sei sempre disponibile a concedermi il tuo tempo e i tuoi preziosi commenti.
      Ti sono profondamente grata.

  8. Mi è capitato di giocare con un bimbo di 4 mesi e ,solo guardandomi gli occhi mi ha sorriso ed a riso insieme a me.
    Roberta, tu narri poeticamente la verità

    1. Sorella mia, sai che queste cose, dette da te, mi fanno sempre piangere. Sarò mica una lacrima facile???
      Sei unica e io ti adoro!

  9. Un racconto stupendo, un grande emozione, così è la vita, speriamo che tutto tornerà come prima, una vita normale
    Un abbraccio forte cara Roberta ❤️

    1. Che tornino gli abbracci e i sorrisi a pieno volto😍

  10. La cicatrice nello stesso punto.

    “Nella vita tutti abbiamo le nostre ferite” – dice Springsteen nel film “Western Stars”- e siamo tutti in cerca di qualcuno le cui fratture coincidano con le nostre” .

    1. Oh, guarda! Senza volerlo ho citato il boss!!!!
      Che Bella similitudine, Giò!
      Grazie per questo tocco musicale.

  11. Ho sempre parlato con gli occhi e sempre lo farò 😍Mi sono commossa Roberta sei arrivata dritta al❤
    Grazieee cara,bellissimo leggerti🙏✍

    1. Arrivare al cuore è e rimarrà sempre un grande onore.
      Grata per queste parole!!!

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