Un mondo a colori

Un mondo a colori

In questi giorni in cui il mondo si è messo un virus a forma di corona sulla testa, in Siria innocenti continuano a morire, ed i confini tra Stati sono oasi di salvezza a forma di fucile, mi sono concentrata sui colori.

Avevo bisogno di un luogo sicuro dove poter fuggire dai pensieri e dalle visioni di morte con cui veniamo bombardati. Sono andata al vivaio. Mi sono persa nel variopinto universo floreale che mi ha accolto.

Da questa mia fuga tra un petalo e l’altro, sono nate delle mini storie sui colori che ho pubblicato sul profilo Instagram del libro @incastri_illibro, accompagnate da foto dove quella tinta era in primo piano. Si intitolano

“Breve storia di una bambina che non vedeva ma sentiva.”

I protagonisti sono un padre ed una figlia. La bimba è non vedente. La domanda ricorrente della piccola è una : “ Di che colore è il sole, il mare, il prato, il fuoco ?”

Il padre risponde semplicemente giallo, azzurro, verde, rosso. Ma l’handicap della figlia, lo costringe e spinge a cercare di spiegare quei colori, con delle parole, delle sensazioni.

Azzurro è : Le fece una carezza sul viso, delicata, prolungata fino a sfiorarle il collo.

Rosso è : La strinse forte, con energia. La sollevò e la fece girare veloce, come una girandola mossa dal vento.

Giallo è : Le mise le mani sui fianchi e le fece il solletico. Lei rise di cuore.

Verde è : La prese in braccio. La distese come quando era piccina  e la cullò.

Alla domanda “ Di che colore è la paura, papà?” L’uomo disse : “La paura non ha colore, tesoro”. “Cosa si prova?”. Non rispose. Le lasciò la mano, si allontanò senza dire una parola. Attese che lei lo chiamasse una e più volte. Poi si riavvicinò.” Questa è la paura amore, ma tu non averne, io sono qui con te.”

Ho lasciato la paura alla fine perché è il sentimento che mi sembra sia riuscito ad insinuarsi sotto la pelle di tutti noi. Penso a quel padre Siriano che, per non traumatizzare la figlia, ha creato il gioco dei fuochi d’artificio, per spiegare i boati delle bombe, colonna sonora della loro vita. Quanto amore in questo gesto, quanto coraggio in questo genitore. Lui sta donando semi dipinti di speranza, ad una bambina che non ha ancora visto il mondo.

Se voi doveste spiegare un colore, quali parole usereste? E se poteste scegliere di avere qualcuno accanto in un momento di terrore, qualcuno che torni a rassicurarvi che tutto andrà bene, chi vorreste?

Vi lascio con questa tavolozza di sfumature, con l’idea di una rinascita, con la speranza che prima o poi, come negli slogan degli anni settanta, dai cannoni escano di nuovo fiori. Vi saluto col desiderio che le “corone” cadano e tornino presto gli abbracci.

Sono una sognatrice, naif, ingenua, istintiva. Perdonatemi!

Però il sogno, mi mantiene in vita e mi fa sperare che domani, dopo questa assurda tempesta, in cielo, apparirà un vibrante arcobaleno.

Vostra Roberta

 

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Ho letto i colori un po’ distrattamente. Continuavo a pensare se io avrei descritto i colori nello stesso modo e rimbalzavo nella mia mente cercando una sorta di universalità. Fino alla paura ovviamente. Il senso di vuoto lasciato mi ha stappato una lacrima dal fondo del cuore. Il senso di abbandono è descritto perfettamente. Come il buio è assenza di colori, la paura è assenza di speranza. Grazie Roberta per l’emozione e la riflessione.

    1. Grazie a te Ori, per aver condiviso le tue sensazioni.

  2. Solo un animo gentile poteva descrivere così i colori 😍

    1. Arrossisco ☺

  3. Una descrizione che lascia spazio all’ immaginazione Roby sei un talento nella scrittura e questo non smetterò mai di dirtelo , con La tua delicatezza e la tua anima bella riesci a toccare temi così profondi da lasciarmi sempre senza parole 💫🦋🌈 sei bravissima grazie 🙏

    1. Sono io che ringrazio te. Trovi sempre tempo per leggere, commentare e supportarmi in questa strada che ho intrapreso. Grazie “omonima”. Che brilli l’arcobaleno nella tua vita.

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